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Lotta allo spreco alimentare: la filiera della carne è la più virtuosa

In occasione dell’annuale Giornata nazionale per la prevenzione dello spreco alimentare (che si celebra il 5 febbraio), sono stati resi noti i dati relativi all’Italia nel 2020: lo spreco alimentare domestico nazionale vale 6 miliardi e 403 milioni, mentre sfiora i 10 miliardi considerando anche le perdite in campo e lo spreco nell’industria e distribuzione (dati Waste Watcher International/ Distal Unibo). Il trend è fortunatamente in miglioramento poiché nel 2020 sono finiti nella spazzatura “solo” 27 kg di cibo a testa (529 grammi a settimana), l’11,78% (3,6 kg) in meno all’anno rispetto all’anno precedente pari a oltre 222.000 tonnellate di cibo “salvato” in Italia, per un risparmio di 6 € pro capite. (Per fonte dei dati e approfondimenti clicca qui)

Fra gli alimenti più “sprecati”, al vertice della (triste) classifica c’è sempre la frutta fresca (37%), seguita da verdura fresca (28,1%), insalata (21%) e pane fresco (21%). La carne invece, non solo viene meno sprecata (forse perché ha un valore economico e percepito maggiore) ma si dimostra anche virtuosa lungo l’intera filiera. La produzione e il consumo di carne, infatti, generano una quantità di scarti (cibo commestibile “perso” nella filiera produttiva) e rifiuti (cibo buttato una volta immesso sul mercato) più che dimezzata rispetto a frutta e verdura, e pari quasi alla metà dei rifiuti prodotti dalla filiera dei cereali.

Gli operatori possono giocare un ruolo importante nel sensibilizzare i propri clienti alla riduzione degli sprechi. È importante consigliare circa le dosi, per evitare acquisti in eccesso (si pensi in particolare ai salumi affettati al momento), le corrette modalità di conservazione, anche incentivando la vendita di carne già messa sottovuoto, indicando la temperatura di congelamento e procedure e tempi di scongelamento per i diversi tagli di carne fresca a chi preferisca acquistare quantità più importanti. Ma anche favorire con scontistica o promozioni la vendita di prodotti a più immediata data di scadenza, consigliare metodi di cottura adatti anche a carni magari “dimenticate” in frigo e, in generale, dando visibilità e risalto alle campagne nazionali e internazionali ed ai progetti che, come Trust Your Taste, si propongono fra gli obiettivi anche il contrasto allo spreco alimentare.